lunedì 12 marzo 2018

Paccheri con astice: più che un piatto è una poesia




Un prodotto eccellente come i paccheri di Gragnano, pasta che gode del marchio di Indicazione geografica protetta, e l’astice, pescato anche in alcune zone del Mediterraneo, insieme sono due elementi raffinati e gustosi per preparare un primo piatto di mare delicato.
I paccheri sono un formato di pasta tradizionale napoletana dalla forma di maccheroni giganti, esclusivamente realizzati con semola di grano duro e trafilati in bronzo. 
I paccheri vengono essiccati a una temperatura compresa tra 40 e 80°C, per un periodo compreso tra le 6 e le 60 ore, in celle statiche di prosciugazione oppure in tunnel di aria calda. Il confezionamento, invece, deve avvenire entro 24 ore nello stesso luogo di produzione.
In napoletano pacchero significa schiaffo. Il termine però deriva del greco antico (da πας, "tutto" e χειρ, "mano") dei primi fondatori di Parthènope e ancora usato nella lingua italiana come "pacca", cioè uno schiaffo dato a mano aperta. 
Da qui il nome del tipo di pasta, dalla taglia molto superiore alla norma, in genere accompagnato da sughi gustosi. Ma altri sostengono che il nome derivi dal rumore prodotto quando vengono mescolati insieme alla salsa.

I modi per gustare i paccheri e i condimenti possibili sono infiniti ma una delle ricette più scenografiche è quella con l’astice, crostaceo dalle grandi chele. E il ristorante, che tra tutti a Napoli, lo cucina nel modo migliore è ‘a Fenestella di Posillipo.

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